IN TRENO CON ALBERT


Scritto e diretto da Edoardo Erba

con

Mirko Soldano

Monica Rogledi

Beniamino Zannoni

 

Scene e costumi

Maria Alessandra Giuri

 

Musiche originali

Federico Odling

 

Disegno luci

Paolo Macioci

 

Tecnico luci

Valerio Sabino

 

Ufficio stampa

Michele Lella

 

Organizzazione

Rossella Compatangelo

La trama

 

    Quando Albert Einstein nel 1895 lascia il liceo perché rifiuta i metodi autoritari della scuola tedesca, ha solo 16 anni. La sua famiglia si è da poco trasferita a Milano dove il padre sta per iniziare un’attività industriale. Albert, momentaneamente libero da impegni scolastici, anticonformista e ribelle, viaggia spesso in treno per l’Italia: impara un po’ la lingua e passa le estati sulle colline dell’OltrePò Pavese.
    È proprio in uno di questi viaggi in treno che Edoardo Erba lo immagina. È una giornata piovosa di primavera e Albert, sulla carrozza di un treno di seconda classe, incontra Ernestina, la ragazza pavese con la quale, da adulto, avrà una documentata corrispondenza. L’incontro, insieme ad un evento dai contorni polizieschi, eccita la sua fantasia e gli fa intuire la relatività del tempo. È solo un lampo. Gli occorreranno dieci anni di studio per mettere a fuoco il concetto ma, da quel momento, la metafora del treno ricorrerà in tutti i suoi scritti divulgativi sulla Teoria della Relatività Ristretta.
    Costruito su basi storiche, biografiche e scientifiche, In treno con Albert è un testo sorprendente: immediato, brillante, avvincente che ci introduce lentamente nella mente del giovane Einstein e ci fa fare, insieme a lui, un salto di comprensione verso la Relatività. Per un momento la Relatività sembra a portata di mano. Poi, nel finale, il paradosso stordisce Albert e noi spettatori, lasciandoci con l’emozione di un misterioso incontro.

 

Estratto dal Comunicato Stampa (di Michele Lella)

In treno con Albert al Teatro Due di Roma: la Fisica dà spettacolo

Può la Fisica andare a braccetto con il Teatro? Può un personaggio come Albert Einstein diventare il protagonista di una pièce e la sua teoria più celebre, quella della Relatività, diventare lo spunto per una vicenda a tinte gialle?

La risposta è In treno con Albert, spettacolo di Edoardo Erba, che andrà in scena dal 12 febbraio al 6 marzo al Teatro Due, preceduto ogni sera da una breve e “leggera” conferenza di 30 minuti sui grandi temi della Fisica tenuta da autorevoli scienziati.

In treno con Albert dà una chance per tenere insieme due poli apparentemente agli antipodi: lo spettacolo è accattivante, prensile, come nello stile di Erba, e tuttavia veicola in maniera precisa e scientificamente valida il principio di Relatività. Benché parli di Einstein sedicenne su basi documentate, In treno con Albert non è dunque un testo biografico, ma scientifico a tutti gli effetti. Si tratta di un’iniziativa nuova, che ha l’ambizione di contaminare universi differenti, dando nuovi stimoli al teatro, nuove forme di comunicazione agli scienziati, e l’opportunità al pubblico di incontrare i protagonisti di una esaltante fase del pensiero.

Prodotto da Il Carro dell’Orsa, lo spettacolo nasce come testo scritto per il progetto Connections, progetto internazionale dedicato alla drammaturgia contemporanea per giovani interpreti.
 Il progetto, svolto in collaborazione con il Royal National Theater di Londra, commissiona ad autori teatrali italiani ed europei di prestigio, testi destinati alla messa in scena da parte di giovani d’età compresa fra 14 e 19 anni, che attraverso gli Istituti Scolastici, sono coinvolti in un percorso teatrale che li vede assoluti protagonisti nella messa in scena degli spettacoli.


UN UNIVERSO DINAMICO

di Mauro Francaviglia – Presidente della Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione. Ha supervisionato l’aspetto scientifico de “In treno con Albert” e organizzato le conferenze collegate allo spettacolo.

 

Einstein si trovava a passare in Italia nel 1895. In quest’epoca iniziava, ancora studente sedicenne, i suoi studi sul Tempo e sullo Spazio, approfittando di una pausa in quel di Pavia dove si era trovato al seguito dei suoi genitori in cerca di fortuna. Il giovane Einstein già rivelava, nella sua adolescenza, il piglio e la curiosità dello scienziato destinato a porre in dubbio le sue proprie convinzioni e disposto a cambiare profondamente il modello del mondo se nuove idee o nuove esperienze lo avessero richiesto.

In questa splendida pièce teatrale – che vede il giovane Einstein viaggiare ipoteticamente in treno tra Pavia e Genova, in compagnia di personaggi dell’epoca che egli veramente conobbe – la scomparsa di una spilla preziosa fa da motivo di fondo per affrontare, con divertente prosa ed altrettanto precise basi scientifiche, la risoluzione di un piccolo giallo mediante la prova che il presunto colpevole non avrebbe potuto essere contemporaneamente nel luogo del furto e nel luogo dove altri segnali erano stati osservati e percepiti. Il giovane Einstein interviene, tra amene conversazioni e schermaglie giocose con due sue coetanee, a difendere un malcapitato ragazzetto sulla base delle sue rivoluzionarie intuizioni sulla nuova fisica, sulla propagazione luminosa, sul Tempo e sulla sua misurazione. L’opera termina con un espediente fantastico che non vogliamo qui anticipare per non distruggere la suspence di un finale armonioso e tutt’altro che scontato.

Abilissimo l’autore Edoardo Erba che ha saputo coniugare in questa accattivante rappresentazione sia lo scorrevole dipanarsi di un pezzo non troppo fantasioso della nostra storia d’inizio secolo ventesimo – in uno spettacolo pieno di voci, di emozioni e di contenuti artistici – sia la rigorosa ma non pesante insinuazione di difficili ed innovativi concetti propri della rivoluzione scientifica del Novecento, abilmente inseriti nel testo in modo che la curiosità dello spettatore possa facilmente trasformarsi nella consapevolezza di quanto sia cambiato il punto di vista da cui l’Uomo osserva e misura il suo mondo. Sinergia tra Arte e Scienza dovuta all’intelligenza di uno scrittore che ha voluto e saputo approfittare delle sue conversazioni con gli scienziati per trasformare un’idea brillante e piacevole in un’autentica lezione di conoscenza.

Secondo quello stesso spirito animatore che condusse un giorno il grande Albert ad affermare che:
Là dove il mondo cessa di essere la scena delle nostre personali speranze ed ambizioni, dove noi ci confrontiamo con esso come esseri in ammirazione, osservando e cercando risposte, proprio là noi entriamo nel regno dell’Arte e della Scienza”.

 

LE CONFERENZE CHE HANNO ACCOMPAGNATO “IN TRENO CON ALBERT”

 

Franco L. Fabbri – “LE DIMENSIONI PARALLELE”

Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare & ESPLICA

Lucio Fregonese – “EINSTEIN CHE ABITAVA IN ITALIA”

Università di Pavia & SISFA

Pasquale di NezzaISTRUZIONI PER VIAGGIARE NEL TEMPO”

Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare & ESPLICA

Adele La Rana – “EINSTEIN AVEVA RAGIONE (Esperimenti al CERN e nello spazio)”

CERN

Roberto Giacobbo – “DIVULGARE LA SCIENZA”

Vice-Direttore RAI & Conduttore di “Voyager”

Catalina Oana Curceanu
– “IL GATTO DI SCHRODINGER (I paradossi della Meccanica Quantistica)”

Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare & ESPLICA

Furio Honsell – “PERCHE’ LA NOTTE E’ BUIA…?”

Università degli Studi di Udine – Sindaco della Città di Udine

Salvatore Capozziello – “IL CIELO DI ZEUS (La Cosmologia dal Mito ad Einstein)”

Università degli Studi di Napoli & SIGRAV

Marisa Michelini – “DENTRO UN RAGGIO DI LUCE (Che cosa è la Luce…?)”

Università degli Studi di Udine (PERU)

Marisa Michelini & Giacomo Zuccarini – “UN DIO CHE GIOCA A DADI (Einstein e la Meccanica Quantistica)”

Università degli Studi di Udine (PERU)

Adele La Rana – “MUSICA DALLO SPAZIO”

CERN

Piero Patteri LA NOTTE BUIA DELLE STELLE SCOMPARSE”

Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare & ESPLICA

Franco L. Fabbri & Mauro Francaviglia – “MA QUANTO E’ SCURA LA MATERIA OSCURA …?”

Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare & ESPLICA

Università degli Studi di Torino & SIGRAV

Marcella Giulia Lorenzi – “DIPINGERE CON LA LUCE (Painting with Light)”

Università della Calabria & IAMS

Salvatore Capozziello – “LA MACCHINA DEL TEMPO (Un viaggio nel Tempo: dai Buchi neri a LHC)”

Università degli Studi di Napoli & SIGRAV

Mauro Francaviglia & Marcella Giulia Lorenzi – “E = mc2 :COSA CI HAI CAPITO …? (Un video per divulgare la Relatività Speciale)”

Università degli Studi di Torino & SIGRAV / Università della Calabria & IAMS

 


 

Scheda tecnica di In Treno con Albert

Lo spettacolo può svolgersi in qualsiasi spazio, anche non specificatamente teatrale, in quanto gli elementi scenici sono un divanetto da treno misure 1,10 x 1,10 mt, due sedute per gli attori e una lavagna. Inoltre sarebbe utili un’uscita a destra e un’uscita a sinistra.

Se lo spettacolo, come consuetudine, viene preceduto da una conferenza scientifica è necessaria la presenza di uno schermo da proiezione collegato ad un PC che supporti Power Point e eventuale impianto microfonico per conferenziere.

Dimensioni indicative dello spazio scenico:

Larghezza mt. 5,00 – Profondità mt. 4,50

Consolle luci: 18/24 canali. Kw: 15/20.

Impianto audio.

 

Contatti

Rossella Compatangelo tel. 327/5764089 rossellacompatangelo@libero.it

 

Monica Rogledi tel. 388/6408702

 

Il Carro dell’Orsa – Soc Coop. a R. L. – Via Tommaso Campanella, 41 – 00195 ROMA

Partita IVA 01817011008 – Codice Fiscale 07592870583

EDOARDO ERBA – E’ nato a Pavia, si è formato alla scuola del Piccolo Teatro di Milano e vive a Roma. Fra i suoi scritti teatrali Maratona di New York, Muratori e Margarita e il Gallo sono i titoli più conosciuti. Rappresentata con successo in Italia, Maratona di New York ha avuto molte edizioni, è stata tradotta in diciassette lingue, pubblicata in otto e rappresentata in tanti paesi del mondo. Da ricordare la versione londinese con la regia di Mick Gordon (99) e quella bostoniana con la traduzione di Israel Horowitz (2002). Muratori, un altro successo di Erba, è un cult tuttora in scena, al decimo anno di repliche. Così come Michelina (2008), una commedia musicale che si accinge al quarto anno di repliche e al nuovissimo Tante Belle cose, in scena con la regia di Alessandra D’Alatri. Fra le altre opere di Erba vanno ricordate: Trote, Parete Nord, Senza Hitler, Animali nella nebbia, Buone notizie, L’uomo della mia vita, Vaiolo, Venditori, Vizio di famiglia, La notte di Picasso. Erba si è affermato nei maggiori premi nazionali di teatro. In Italia Ubulibri ha pubblicato le sue opere in due volumi: Sei commedie in commedia e Maratona di New York e altri testi. Altri lavori sono comparsi su pubblicazioni e riviste specializzate. In inglese Marathon è pubblicato da Obern Book.

 

MIRKO SOLDANO – Mirko Soldano si è diplomato presso la scuola del Piccolo Teatro di Milano e laureato in economia politica presso l´università di Parma. Da allievo del Piccolo ha studiato e lavorato con Luca Ronconi, Gianfranco De Bosio e la compagnia Abbondanza Bertoni. Dal 2005 lavora prima stabilmente e poi a progetto per la Compagnia Stabile del Dramma Italiano presso il Teatro Nazionale Croato di Fiume, incontrando registi italiani e stranieri, tra gli altri: Zlatar Frey, Mangano, Magelli, Loris, Erba, Rosic, Cafiero, Sinigaglia, Macedonio, Colli. Con lo spettacolo “Dramma Italiano” di Edoardo Erba, preparato in occasione dei 60 anni della Compagnia, nel ruolo di Polan vince a Fiume il premio Raniero Brumini per la migliore interpretazione maschile della stagione 2006\2007 presso il Teatro Nazionale I. Zajic; l’anno successivo a Vinkovci sempre in Croazia, presso il Festival dell’attore riceve il premio Sovagovic come miglior interprete maschile nel ruolo di Angelo in “Delitto all’isola delle capre” di Betti. Ha partecipato ad alcune fiction televisive fra cui Virginia, la monaca di Monza, Ris, Distretto di Polizia, I Cesaroni e produzioni di film indipendenti.

MONICA ROGLEDI – Genovese, si diploma alla scuola di Teatro di Mantova nel 2007. Segue un percorso di studio teatrale con John Strasberg. Ancora allieva, debutta in teatro con Giorgio Diritti (Premio Cinema di Roma 2009) alla regia. Lavora con la compagnia catalana La Fura dels Baus. Nel 2011 si avvicina alla regia nel ruolo di assistente per produzioni del Teatro Stabile di Genova. Svolge parallelamente l’attività di scultrice esponendo in numerose mostre in Italia e all’estero. Vive a Roma.

BENIAMINO ZANNONI – Nasce a Fiesole nel 1989. Dopo la maturità si iscrive alla facoltà di psicologia. Inizia a lavorare come attore nello spettacolo In Treno con Albert di E. Erba, regia di Imogen Kusch, nel ruolo di Albert Einstein. E’ stato animatore teatrale presso il Centro l’Aquilone di Gubbio. Ha partecipato al workshop di M. Magni e J. Houben. Ha seguito il Corso di Drammaturgia di S.Massini. Ha collaborato come aiuto regista e attore con Carlina Torta nello spettacolo Frammenti e con Marco Zannoni nella messa in scena di Casa Agamennone.

 

IL CARRO DELL’ORSA – Cooperativa teatrale nata nel 1995 e diretta fino al 2010 da Maddalena Fallucchi, da sempre ha scelto di articolare il proprio progetto attorno a testi di drammaturgia contemporanea, alla committenza di testi di autore italiano, ai testi di drammaturgia femminile, e in generale verso un teatro che parli il linguaggio della contemporaneità cercando di sollevare interrogativi sulla nostra identità, sia collettiva che individuale e sulla nostra storia di ieri e di oggi. Testi che si caratterizzano per una riflessione sociale e civile, anche sui valori condivisi della nostra società: le relazioni affettive, la Famiglia, oppure la guerra, il concetto di male/bene, la violenza. Questo, unito alla volontà di dare spazio ai tanti nuovi talenti, che ne Il Carro dell’Orsa hanno trovato la possibilità di esprimersi. Un teatro che vuole e cerca il rapporto con il pubblico, privilegiando la parola come veicolo principale della comunicazione, soprattutto emozionale, attraverso testi di impegno sociale e civile.